Le linee guida sulla Videosorveglianza dello EDPB NON si applicano alla Videosorveglianza effettuata alla Polizia Locale

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Giancarlo Favero
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Le linee guida sulla Videosorveglianza dello EDPB NON si applicano alla Videosorveglianza effettuata alla Polizia Locale

Messaggio da Giancarlo Favero »

Ormai mi sono stancato di ripeterlo:

Le linee guida in materia di Videosorveglianza emesse dallo EDPB (European Data Protection Board) in data 29/01/2020 NON si applicano alla Videosorveglianza effettuata dalla Polizia Locale.

Lo dice chiaramente l'art. 10 a pagina 7:

Il trattamento dei dati personali da parte delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine,
accertamento e perseguimento di reati, o esecuzione di sanzioni penali, incluse la salvaguardia contro
e la prevenzione di minacce alla sicurezza pubblica, rientra nella direttiva (UE) 2016/680.

Rientra nella direttiva UE 2016/680 (che in Italia è stata recepita dal D.Lgs. 51/2018), quindi ovviamente non rientra nell'ambito di applicazione delle Linee Guida delle linee guida dello EDPB: più chiaro di così!!!

E poi cari Comandanti di Polizia Locale, il concetto appena esposto è rafforzato e dimostrato dal fatto che le decine di esempi citati nelle Linee Guida, sono tutte, ma proprio tutte, relative a SOGGETTI PRIVATI. Se le Linee Guida fossero applicabili anche alla Polizia Locale o a soggetti pubblici, vi dovrebbe essere anche qualche esempio che riguarda soggetti pubblici, non vi pare ?? Mentre non ve n'è manco mezzo!! Questo semplice fatto non vi fa venire qualche dubbio ????

QED - Quod Erat Demonstrandum

(Prima regola: evitare di far ridere i polli)

ESEMPI:

Esempio Per documentare le sue vacanze, un turista registra video sia con il suo cellulare sia con una videocamera. Mostra il filmato ad amici e familiari, ma non lo rende accessibile a un numero indefinito di persone. Questo caso rientrerebbe nella deroga relativa alle attività a carattere domestico.

Esempio Una ciclista in mountain bike vuole registrare il suo percorso in discesa con una telecamera sportiva. Attraversa una zona isolata e prevede di utilizzare le registrazioni solo per intrattenimento personale e nel suo domicilio. Questo caso rientrerebbe nella deroga relativa alle attività a carattere domestico anche se vi fosse in una certa misura un trattamento di dati personali.

Esempio: Qualcuno sorveglia e registra il proprio giardino. La proprietà è recintata e soltanto il titolare del trattamento e la sua famiglia entrano regolarmente in giardino. Questo caso rientrerebbe nella deroga relativa alle attività a carattere domestico, a condizione che la videosorveglianza non si estenda, neppure parzialmente, a uno spazio pubblico o a una proprietà confinanti.

Esempio Un negoziante vuole aprire un nuovo esercizio commerciale e installare un sistema di videosorveglianza per prevenire atti vandalici. Può dimostrare, presentando delle statistiche, che nel quartiere è alta la probabilità di eventi vandalici . E’ utile anche l’esperienza degli esercizi commerciali posti in prossimità. Non è necessario che il titolare del trattamento in questione abbia subito un danno. Nella misura in cui dai danni subiti nel quartiere emerga una situazione di pericolo o comunque analoga, può esservi un’indicazione dell’esistenza di un legittimo interesse. Tuttavia, non è sufficiente presentare statistiche nazionali o generali sulla criminalità senza analizzare l’area in questione o i pericoli per lo specifico esercizio commerciale.

Esempio Una libreria vuole proteggere la propria sede contro atti di vandalismo. In linea generale, le telecamere dovrebbero riprendere soltanto i locali in senso stretto; non è infatti necessario sorvegliare i locali adiacenti o le zone pubbliche circostanti la sede della libreria per tale scopo.

Esempio Una società che gestisce un parcheggio privato ha registrato problemi ricorrenti di furti nelle auto parcheggiate. Il parcheggio è uno spazio aperto e facilmente accessibile da chiunque, ma è chiaramente contrassegnato con cartelli e dissuasori che circondano l’area interessata. La società di parcheggio ha un legittimo interesse (prevenire i furti nelle auto dei clienti) a monitorare l’area durante le ore del giorno in cui si verificano problemi. Gli interessati sono sorvegliati per un arco di tempo limitato, non si trovano nella zona per scopi ricreativi ed è anche nel loro interesse prevenire i furti. In questo caso, sull’interesse degli interessati a non essere sottoposti a monitoraggio prevale il legittimo interesse del titolare del trattamento.

Esempio Un ristorante decide di installare videocamere nei bagni per controllare la pulizia dei servizi igienici. In questo caso i diritti degli interessati prevalgono chiaramente sull’interesse del titolare del trattamento, pertanto le telecamere non possono essere installate.

Esempio Se è installata una telecamera da cruscotto (dash cam) – ad esempio, allo scopo di raccogliere prove in caso di incidente – è importante assicurarsi che la telecamera non registri costantemente il traffico, così come le persone che si trovano vicino a una strada. In caso contrario, l’interesse ad avere le videoregistrazioni come elemento di prova nel caso ipotetico di un incidente stradale non può giustificare questa grave interferenza nei diritti degli interessati

Esempio Nei servizi igienici gli interessati si aspettano di non essere sorvegliati. La videosorveglianza, ad esempio, per prevenire incidenti non è uno strumento proporzionato.

Esempio Gli atleti possono chiedere di essere monitorati durante gli esercizi individuali al fine di analizzare tecniche e prestazioni. D’altra parte, quando una società sportiva prende l’iniziativa di monitorare un’intera squadra per la stessa finalità, il consenso spesso non sarà valido, in quanto i singoli atleti possono sentirsi costretti a prestare il proprio consenso per evitare che un loro eventuale rifiuto si ripercuota negativamente sui compagni di squadra.

Esempio Il titolare del trattamento che desidera caricare una registrazione su Internet deve fare riferimento a una base giuridica per tale trattamento, ad esempio ottenendo il consenso dell’interessato ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 1, lettera a).

Esempio La barriera di un parcheggio è videosorvegliata allo scopo di risolvere le cause per danni. Quando si verifica un danno, la registrazione viene ceduta a un avvocato per la trattazione di una causa. In questo caso lo scopo della registrazione coincide con quello della trasmissione.

Esempio La barriera di un parcheggio è videosorvegliata allo scopo di risolvere le cause per danni. La registrazione viene pubblicata online per puro divertimento. In questo caso lo scopo è diverso e non è compatibile con lo scopo iniziale. Sarebbe inoltre problematico individuare una base giuridica per tale trattamento (pubblicazione).

Esempio Il proprietario di un esercizio commerciale registra i filmati dell’impianto di videosorveglianza posto all’ingresso dello stesso. Un filmato mostra una persona che ruba il portafoglio di un’altra persona. La polizia chiede al titolare del trattamento di consegnare il materiale per assisterla nelle indagini. In questo caso, il proprietario dell’esercizio commerciale utilizzerebbe la base giuridica di cui all’articolo 6, paragrafo 1, lettera c) (obbligo legale), in combinato disposto con la normativa nazionale applicabile per il trattamento consistente nella comunicazione dei materiali.

Esempio Il proprietario di un esercizio commerciale registra i filmati dell’impianto di videosorveglianza posto all’ingresso dello stesso. Un filmato mostra una persona che ruba il portafoglio di un’altra persona. La polizia chiede al titolare del trattamento di consegnare il materiale per assisterla nelle indagini. In questo caso, il proprietario dell’esercizio commerciale utilizzerebbe la base giuridica di cui all’articolo 6, paragrafo 1, lettera c) (obbligo legale), in combinato disposto con la normativa nazionale applicabile per il trattamento consistente nella comunicazione dei materiali.

Esempio Le riprese video che mostrano un interessato che indossa occhiali o utilizza una sedia a rotelle non sono di per sé considerate categorie particolari di dati personali.

Esempio Si potrebbero, ad esempio, dedurre le opinioni politiche da immagini che mostrano interessati identificabili mentre partecipano a un evento, a uno sciopero, ecc. Questo caso rientrerebbe nell’ambito di applicazione dell’articolo 9.

Esempio Un ospedale che installa una videocamera per monitorare le condizioni di salute di un paziente effettua un trattamento di categorie particolari di dati personali (articolo 9).

Esempio Un’attività di videosorveglianza che acquisisce le immagini di una chiesa non rientra di per sé nel campo di applicazione dell’articolo 9. Tuttavia, il titolare del trattamento deve effettuare una valutazione particolarmente attenta ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 1, lettera f), con riguardo agli interessi della persona interessata, tenendo conto della natura dei dati nonché del rischio di acquisire altri dati sensibili (ulteriori rispetto a quelli di cui all’articolo 9).

Esempio Un datore di lavoro non deve utilizzare registrazioni di videosorveglianza che mostrano una manifestazione al fine di identificare gli scioperanti.
Esempio Per migliorare il servizio, un’impresa privata sostituisce i posti di controllo per l’identificazione dei passeggeri all’interno di un aeroporto (consegna bagagli, imbarco) con sistemi di videosorveglianza che utilizzano tecniche di riconoscimento facciale per verificare l’identità dei passeggeri che hanno scelto di acconsentire a tale procedura. Poiché il trattamento rientra nel campo di applicazione dell’articolo 9, i passeggeri che avranno precedentemente prestato il consenso esplicito e informato dovranno registrarsi, ad esempio, presso un terminale automatico per creare e registrare il rispettivo modello facciale associato alla carta d’imbarco e al documento d’identità. I posti di controllo con riconoscimento facciale devono essere mantenuti chiaramente separati: ad esempio, il sistema deve essere installato all’interno di un varco di sicurezza, in modo da non acquisire i modelli biometrici delle persone che non hanno prestato il consenso. Solo i passeggeri che avranno preventivamente prestato il loro consenso e proceduto alla registrazione utilizzeranno il varco dotato del sistema biometrico. 3.

Esempio Un titolare del trattamento gestisce l’accesso al proprio edificio utilizzando un metodo di riconoscimento facciale. L’utilizzo di questa modalità di accesso è possibile solo se gli interessati hanno preventivamente prestato il loro consenso informato ed esplicito (ai sensi dell’articolo 9, paragrafo 2, lettera a)). Tuttavia, al fine di garantire che non vengano acquisiti i dati di coloro che non abbiano precedentemente prestato il consenso, il riconoscimento facciale dovrebbe essere attivato dall’interessato stesso, ad esempio premendo un pulsante. Per assicurare la liceità del trattamento, il titolare deve sempre offrire una modalità alternativa di accesso all’edificio senza trattamento biometrico, ad esempio tramite badge o chiavi.

Esempio Il proprietario di un esercizio commerciale vorrebbe personalizzare la propria pubblicità in base al genere e all’età dei clienti, acquisendo tali caratteristiche attraverso un sistema di videosorveglianza. Se tale sistema non genera modelli biometrici al fine di identificare in modo univoco le persone, ma semplicemente rileva tali caratteristiche fisiche al fine di classificare le persone, il trattamento non ricade nel campo di applicazione dell’articolo 9 (purché non siano trattate altre categorie particolari di dati).

Esempio Un negoziante ha installato un sistema di riconoscimento facciale all’interno del proprio negozio al fine di personalizzare la pubblicità rivolta ai clienti. Il titolare del trattamento deve ottenere il consenso esplicito e informato di tutti gli interessati prima di utilizzare questo sistema biometrico e trasmettere pubblicità personalizzata. Il sistema sarebbe illegale se acquisisse i dati dei visitatori o dei passanti che non hanno acconsentito alla creazione di un modello biometrico, anche se quest’ultimo venisse eliminato nel più breve tempo possibile. Infatti, questi modelli temporanei costituiscono dati biometrici trattati al fine di identificare in modo univoco una persona che potrebbe non voler ricevere pubblicità mirata.

Esempio Un hotel utilizza la videosorveglianza per avvisare automaticamente il direttore dell’arrivo di un VIP nel momento in cui il volto dell’ospite viene riconosciuto. I VIP in questione hanno prestato preventivamente il consenso esplicito all’uso del riconoscimento facciale, prima di essere registrati in una banca dati istituita a tale scopo. Questi sistemi di trattamento di dati biometrici sarebbero illegali a meno che tutti gli altri ospiti monitorati (al fine di identificare i VIP) abbiano acconsentito al trattamento ai sensi dell’articolo 9, paragrafo 2, lettera a), del RGPD. 7.

Esempio Un titolare del trattamento installa un sistema di videosorveglianza con riconoscimento facciale all’ingresso della sala da concerti da lui gestita. Il titolare deve predisporre ingressi chiaramente separati: uno provvisto del sistema biometrico e uno senza (dove, ad esempio, si esegue la scansione di un biglietto). Gli ingressi dotati di dispositivi biometrici devono essere installati e resi accessibili in modo da impedire al sistema di acquisire modelli biometrici di spettatori non consenzienti.

Esempio Qualora l’interessato richieda una copia dei propri dati personali trattati mediante videosorveglianza all’ingresso di un centro commerciale con 30 000 visitatori al giorno, deve specificare quando ha acceduto alla zona monitorata indicando una finestra di circa un’ora. Se il titolare del trattamento sta ancora trattando il materiale, dovrebbe fornirgli una copia del filmato. Se altri interessati possono essere identificati nello stesso materiale, allora quella parte del materiale deve essere anonimizzata (ad esempio sfocando la copia o parti di essa) prima che la copia sia consegnata all’interessato che ha presentato la richiesta.

Esempio Se il titolare del trattamento cancella automaticamente tutte le riprese, ad esempio entro due giorni, non sarà in grado di fornire le riprese all’interessato dopo tale lasso di tempo. Se il titolare del trattamento riceve una richiesta successivamente, l’interessato dovrebbe esserne informato di conseguenza

Esempio Un minimarket ha subito atti vandalici, in particolare sull’esterno del negozio, e utilizza quindi la videosorveglianza al di fuori dell’entrata, con la telecamera che riprende l’area prossima alle pareti. Un passante chiede che vengano cancellati i suoi dati personali a partire da quel momento. Il titolare del trattamento è tenuto a rispondere alla richiesta senza ingiustificato ritardo e al più tardi entro un mese. Poiché il filmato in questione non soddisfa più lo scopo per il quale è stato inizialmente conservato (non si è verificato alcun atto vandalico durante il periodo in cui l’interessato è transitato nei pressi del negozio), al momento della richiesta non vi è alcun interesse legittimo a conservare i dati tale da prevalere sugli interessi degli interessati. Il titolare del trattamento deve cancellare i dati personali.

Esempio Un’impresa sta incontrando difficoltà a causa di violazioni della sicurezza che si verificano all’ingresso riservato al pubblico e utilizza la videosorveglianza per motivi di legittimo interesse, allo scopo di individuare coloro che entrano illegalmente. Un visitatore si oppone al trattamento dei propri dati attraverso il sistema di videosorveglianza per motivi connessi alla sua situazione particolare. In questo caso, tuttavia, l’impresa respinge la richiesta spiegando che le riprese conservate sono necessarie in quanto è in corso un’indagine interna, motivo legittimo cogente per continuare a trattare i dati personali.

Esempio Un negoziante videosorveglia il suo esercizio commerciale. Ai fini del rispetto delle disposizioni dell’articolo 13, è sufficiente che collochi un cartello di avvertimento in un punto facilmente visibile all’ingresso dell’esercizio commerciale, contenente le informazioni di primo livello. Dovrà poi fornire le informazioni di secondo livello attraverso un foglio informativo disponibile presso la cassa o qualsiasi altro punto centrale e facilmente accessibile all’interno dell’esercizio.

Esempio Normalmente, il titolare di un piccolo esercizio commerciale si accorgerebbe di eventuali atti vandalici il giorno stesso in cui si verificassero. Un periodo di conservazione di 24 ore è quindi sufficiente. La chiusura nei fine settimana o in periodi festivi più lunghi potrebbe tuttavia giustificare un periodo di conservazione più prolungato. Se viene rilevato un danno, può essere anche necessario conservare il filmato per un periodo più lungo al fine di intraprendere un’azione legale contro l’autore del reato.


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